Scuola Materna a Cantalupo, Rieti (1984)

Le scuole materne sono il condensato di una visione utopica della società.
Non a caso, il primo asilo per i figli degli operai (1816) è di Robert Owen, il più intransigente tra gli utopisti nel costruire una comunità basata sulla uguaglianza.
Nel suo mondo di “uguali”, la scuola era il luogo-manifesto della parità poiché garantiva ai bambini identiche condizioni di partenza e ai genitori, l’affrancamento dall’onere di accudirli.
La scuola è concepita come uno spazio totale, anti-gerarchico, un luogo protettivo e materno, ma anche aperto alla socializzazione, costruito su alcune “eccezioni” fatte di luce e di trasparenze.
Il complesso, incassato nel terreno, è un non edificio; un verde costruito, duale: spazio teatrale aperto sulla valle ma anche luogo centripeto, intimo, organizzato intorno a una piccola piazza ellittica.


Scuola Materna a Cantalupo, Rieti (1984)

con: Maurizio Anastasi, Mao Benedetti, Sveva Di Martino